La nostra filiera
Come nasce un prodotto Agave Atelier
Dietro ogni prodotto di Agave Atelier c'è un team di persone che lavora costantemente per offrire al cliente un prodotto di valore, mantenendo coerenza anche nel percorso di produzione. Nel nostro brand teniamo ad avere la maggior trasparenza possibile col cliente, renderlo partecipe dei nostri progetti, del lavoro che c'è dietro una produzione artigianale, ma soprattutto vogliamo renderlo consapevole del prodotto che acquisterà, del valore che questo prodotto possiede, e delle proprietà del tessuto che andrà ad indossare. Per questo motivo abbiamo creato questa pagina, dove vi porteremo con noi nella realizzazione di uno dei nostri prodotti, dal filo fino alla rifinitura finale del capo. I passaggi, le attrezzature, le difficoltà che incontriamo nel percorso e la soddisfazione del poter toccare il prodotto finito. Insomma vi racconteremo il viaggio dei nostri articoli da quando nascono fino a quando arrivano nelle vostre case. Speriamo apprezziate il nostro lavoro, la cura e la passione che mettiamo ogni giorno. Ogni piccola realtà tessile a cui ci affianchiamo per la produzione è un caposaldo dell'artigianalità italiana, una filiera da proteggere ed indossare con orgoglio, per portare con noi tutti i giorni non solo una maglia, ma anche un simbolo concreto di fiducia in ogni piccola azienda che da generazioni porta avanti tradizioni e saperi che costruiscono la nostra cultura e le nostre radici.
Il team vi augura una buona lettura e una permanenza piacevole all'interno del piccolo mondo di Agave Atelier!
Da cosa partiamo
La nostra produzione parte sempre dall'acquisto del filato relativo ad ogni progetto ideato dal nostro stilista. Il filato di materiali quali lino, cotone bio, lana vergine è di origine italiana. Per quanto riguarda invece i filati di lana merinos, lana di alpaca e lana di cammello provengono da paesi facenti parte dell'Unione Europea poichè la loro produzione in Italia è assente o limitata. Anche per quanto riguarda la canapa, uno dei filati maggiormente utilizzati nelle nostre collezioni, la sua produzione avviene oltre confini italiani, per il semplice fatto che in Italia non esiste il passaggio base della filiera, quello che parte dalle piante raccolte in campo e che da quelle ne ricava il filo. Sebbene i campi vengano seminati in Italia, la quasi totalità del filato commerciale sul mercato viene trasformata o importata dall'estero. Il blocco non dipende da divieti sulla pianta tessile in sé, ma da una mancanza strutturale di macchinari industriali e dall'incertezza burocratica che frena gli investimenti.
L'arrivo in azienda
Montaggio macchina
Pagina in fase di elaborazione....
.
.
.
.
.
.
.
Rullo avvolgitore
Pagina in fase di elaborazione...
,
.
.
.
.
.
.
.
Montaggio fili
Pagina in via di elaborazione...
Dettaglio tecnico
pagina in elaborazione....
Richiede una complessa estrazione dal bozzolo (spesso trattato termicamente) e filatura, rendendo molto costosa già di partenza la materia prima. Storicamente utilizzata per abiti, paramenti sacri, tessuti per l'arredo, fili per cuciture, e persino integratori alimentari in Estremo Oriente.
La seta è un materiale estremamente morbido, liscio, leggero e piacevole sulla pelle. Ha una caratteristica brillantezza, più o meno intensa a seconda della lavorazione ed è forte e resistente allo strappo, risultando molto elastica. Ha proprietà isolanti e termoregolatrici che la rendono particolarmente versatile. Assorbe molta umidità (fino al 30% del suo peso) senza dare sensazione di bagnato.
Lana Vergine
La lana vergine è una fibra tessile naturale di altissima qualità, ottenuta dalla prima tosatura di un animale (solitamente la pecora) o da lana che non è mai stata precedentemente utilizzata o lavorata industrialmente. Questa purezza ne determina le eccezionali proprietà e caratteristiche. La lana è una delle fibre tessili più antiche utilizzate dall'umanità. Si ricava principalmente dal vello di ovini, ma anche da capre (merinos, mohair), conigli (angora) e camelidi. La pratica della tosatura ha origini antichissime, risalenti a migliaia di anni fa nel Vicino Oriente, dove le pecore venivano addomesticate non solo per la carne e il latte, ma anche per la loro lana.
Nell'antichità, era la fibra predominante in molte culture, in particolare in Europa e Asia, prima dell'avvento del cotone a basso costo e delle fibre sintetiche. La sua lavorazione, che includeva tosatura, lavaggio, cardatura, filatura e tessitura, era un'attività domestica o artigianale diffusa. La distinzione tra lana "vergine" e lana riciclata divenne particolarmente rilevante con l'industrializzazione, quando i processi meccanici permisero di "rigenerare" i tessuti vecchi, portando alla necessità di un'etichettatura chiara per indicare la qualità superiore del materiale non trattato. L'uso del marchio "Pura Lana Vergine" (Woolmark) è stato introdotto per garantire ai consumatori l'acquisto di un prodotto composto esclusivamente da lana di tosa non riciclata.
La lana ha la magnifica proprietà di essere un isolante termico eccezionale. Grazie alla sua struttura arricciata, la fibra trattiene l'aria, creando una barriera isolante che protegge sia dal freddo che dal caldo, aiutando a regolare la temperatura corporea. È molto traspirante e ha la notevole capacità di assorbire umidità rimanendo sempre asciutta.
Essendo spesso il primo vello presenta fibre più lunghe e integre, risultando più morbida e meno propensa a "pizzicare" rispetto ad altre lane, specialmente nel caso della lana Merino. La fibra è naturalmente impermeabile ed elastica, il che permette ai capi di mantenere la loro forma nel tempo e di resistere alle pieghe. La struttura complessa della lana rende difficile la proliferazione batterica che causa i cattivi odori.
Lana di Alpaca
La fibra di alpaca è una lana pregiata, morbida, setosa e molto calda, anallergica (per assenza di lanolina) e disponibile in 22 colori naturali; è 5 volte più calda della lana di pecora, resistente e leggera, usata per capi d'abbigliamento invernali di lusso sin dall'antichità dagli Incas, che la consideravano "la fibra degli Dei", destinata all'imperatore. Originaria delle Ande sudamericane (Perù, Bolivia), l'alpaca è un camelide allevato da secoli.
Esistono diversi tipi di lana di Alpaca:
Huacaya: Il tipo più comune, con vello morbido e arricciato.
Suri: Più raro, con fibre lunghe, setose e lucenti che cadono in ciocche attorcigliate, considerata ancora più pregiata.
Baby Alpaca: Non dal cucciolo, ma la fibra più fine e morbida ottenuta dalla prima tosatura o dalle aree più delicate del vello
La lana di Alpaca ha la caratteristica principale di essere un forte isolante termico, il che permette un alto livello di calore donato al corpo di chi indossa un capo realizzato con questa fibra. Risulta estremamente morbida, setosa, quasi vellutata, senza pizzicare. Non contiene lanolina, rendendola adatta a chi è allergico alla lana tradizionale, inoltre è una fibra resistente ed elastica, leggera ma caldissima. La struttura cava della fibra, comune a tutte le lane, e alla canapa, respinge l'acqua, mantenendo la pelle asciutta. La vastità di colori disponibili in natura consente realizzazione di capi senza tinture, lasciando il filato nella sua colorazione naturale.
Lana di Cammello
La fibra di lana di cammello è un tessuto pregiato, soffice, leggero, caldo e brillante, noto per le sue eccellenti proprietà termoregolatrici e traspiranti, derivante dal morbido sottopelo (duvet) dei cammelli Battriani (a 2 gobbe) dell'Asia centrale, tradizionalmente raccolta durante la muta primaverile per produrre capi pregiati, apprezzata per il suo colore dorato naturale e per essere ipoallergenica e resistente.
Storicamente usata per capi di lusso come cappotti, sciarpe, pullover e coperte, valorizzata per le sue qualità naturali e la scarsità di filato, che ne aumenta il valore. Inoltre è una risorsa naturale rinnovabile e biodegradabile.
Protegge dal freddo estremo e dal caldo del deserto, mantenendo costante la temperatura corporea. È più leggera e più resistente della lana di pecora, con una sensazione setosa al tatto, assorbe l'umidità del corpo, risultando traspirante ed è un tessuto forte, elastico e resistente, che non si piega facilmente. È impermeabile ed è priva di lanolina, rendendola adatta a pelli sensibili. Raramente viene tinta, preferendo il suo colore dorato/marrone naturale.
Cashmere
La fibra di cashmere è un vello morbidissimo, leggerissimo e super isolante, ricavato dal sottopelo delle capre Hircus in Asia Centrale (Tibet, Mongolia), che vivono in zone montuose molto fredde, usato storicamente come materiale di lusso per abiti caldissimi e traspiranti, apprezzato per la sua morbidezza, finezza (14-18 micron), termoregolazione (caldo d'inverno, fresco d'estate) e igroscopicità, offrendo comfort, durabilità e un tocco setoso, richiedendo cura ma mantenendo la forma per anni.
Viene pettinato a mano durante la primavera, non tosato, un processo delicato che fornisce solo 100-200g di fibra fine per animale, rendendolo raro e prezioso. Estremamente morbido, setoso e vellutato al tatto, più delicato della lana comune, ha una straordinaria capacità di trattenere il calore, essendo 10 volte più caldo della lana di pecora, ma leggerissimo. È un termoregolatore come altre lane, poiché la sua funzione sull’animale è quella di proteggerlo dal freddo ma di lasciare traspirare la pelle, inoltre assorbe umidità e sudore senza far sentire bagnato, mantenendo il comfort. Nonostante il calore che dona, è estremamente leggero, resistente e mantiene la forma se ben curato. Adatto alle pelli sensibili tende a non stropicciarsi riducendo la necessità di stiratura.
Vigogna
La lana di vigogna è la fibra naturale più rara e pregiata al mondo, nota per la sua straordinaria finezza (circa 12 µm, più sottile del cashmere), morbidezza, leggerezza e incredibile calore, grazie alla sua struttura che intrappola l'aria. Anticamente era riservata esclusivamente ai re, tosando gli animali selvatici con rituali secolari e oggi si ottiene solo 200-250 grammi a capo ogni due anni, usata nell'alta moda per capi di lusso.
Proviene dalla vigogna, un camelide selvatico delle Ande. La tosatura avviene ancora con il rituale Chakku (ogni 2-3 anni), protetta da leggi internazionali (CITES) dopo il rischio estinzione, e lavorata spesso in Italia per l'alta moda. La lavorazione è artigianale, spesso non trattata chimicamente per preservarne le qualità. Serve la fibra di 25-35 vigogne per un solo cappotto, giustificando i prezzi elevatissimi e rendendola il tessuto più lussuoso al mondo.
Tessuto dotato di una lucentezza naturale è estremamente soffice e setosa al tatto. Ha grandi capacità regolative e isolanti, risultando leggera ma estremamente calda e vellutata.


